Risposta:
Il problema è che le dimensioni del calcolo misurate con la TAC o con una Rx diretta potrebbero essere (come quasi sempre accade) inferiori a quelle reali in quanto i raggi x evidenziano solo le componenti calciche del calcolo. Le dimensioni reali sono quelle misurate con l’ecografia. Ora, per poterle rispondere, dovrei farle un’ecografia. Se il calcolo è realmente 6 mm ci sono buone possibilità di espellerlo spontaneamente. Se fosse invece di dimensioni maggiori potrebbero esserci dei problemi. Allora ci sarebbe un’indicazione alla litotrissia extracorporea.
Risposta:
Capisco le sue perplessità. Il suo calcolo dovrebbe avere delle componenti radiotrasparenti importanti per cui è visibile alla TAC ma non ad una radiografia dell’addome che utilizza gli stessi raggi X di cui sono dotati i litotritori a puntamento radiologico. Per questo motivo, nel suo caso, è inutile tentare una litotrissia radiologica. L’unica possibilità che lei ha per risolvere il problema con una tecnica non invasiva è quella di sottoporsi ad una litotrissia extracorporea a puntamento ecografico che è in grado di vedere anche i calcoli radiotrasparenti. Per sapere quindi se questa tecnica da noi praticata può essere utilizzata, dovrei farle personalmente un’ecografia ed una prova di puntamento ecografico con la nostra apparecchiatura.
Risposta:
Ritengo che polverizzando in modo ottimale i suoi calcoli con una litotrissia a puntamento ecografico in tempo reale non ci siano problemi per l’espulsione dei microframmenti residui anche con la sua ipertrofia prostatica.
Risposta:
Credo di poter escludere che calcoli di queste dimensioni possano formarsi in così poco tempo.
Risposta:
Lei ha un’indicazione precisa all’intervento di litotrissia perché i calcoli devono essere trattati quando sono nel rene. Se scendono nell’uretere tutto diventa più difficile, anche effettuare una litotrissia.